La storia del Giannone

Testo della relazione tenuta dal Dirigente scolastico prof. Giorgio Iazeolla presso l’Università della terza età di Caserta (marzo 2007).

Parlare della storia del Liceo classico “Pietro Giannone” di Caserta significa ripercorrere avvenimenti della storia di Caserta degli ultimi 140 anni. Tanti infatti sono gli anni di vita che il Liceo ha compiuto nell’anno 2006. Molti anni di questa lunga storia sono stati vissuti da me, in prima persona, da giovane studente (dal 1960 al 1962), poi da docente (dal 1969 al 1983) e quindi da preside (dal 1994 ad oggi). Dunque una lunga permanenza nel Giannone, a cui mi sento particolarmente legato (e non potrebbe essere diversamente) Nell’occasione del 140° anno, è stato pubblicato un numero speciale dell’Annuario con le testimonianze di alcuni degli ex alunni, i quali con grande nostalgia hanno rievocato il periodo forse più bello della vita, quello trascorso sui banchi del ginnasio-liceo. L’Annuario del 140° segue gli annuari pubblicati alla fine di ogni anno scolastico dal 1999/2000 e completa il materiale raccolto nelle precedenti pubblicazioni che riguardano il Liceo Giannone: l’Annuario che comprende gli anni dal 1949/50 al 1959/60; la pubblicazione che ricorda il primo centenario (1966), edita nel 1968 e l’Annuario che raccoglie le principali notizie degli anni dal 1960 al 1969.


La fondazione dell’Istituto risale al periodo post-unitario, allorquando la legge del patriota milanese conte Gabrio Casati (R.D.13/11/1859) fu estesa dal Piemonte a tutto il nuovo Regno. Questa legge rappresenta l’atto di nascita della scuola nazionale (unità politica ed unità scolastica) e anche sovranità dello Stato nell’istruzione con l’abolizione della tutela esercitata dalla Chiesa sulle istituzioni scolastiche. Dunque soppressione degli istituti scolastici gestiti dai vari ordini religiosi e la istituzione di Istituti laici denominati Licei, Ginnasi, Convitti. La riforma Casati aveva l’obiettivo di sconfiggere l’analfabetismo dilagante (si calcolava una media nazionale del 78%, con punte dell’87% nel Meridione e addirittura del 90% nelle isole). A quei tempi  l’istruzione secondaria era divisa in due settori: classica e tecnica. La classica si articolava in due parti ed era impartita in due ordini d’Istituti: il ginnasio di cinque anni, a carico  dei Comuni ed il Liceo di tre a carico dello Stato. Le scuole erano rette dai rispettivi Municipi che provvedevano alla nomina ed al compenso dei docenti e dei Capi d’Istituto (che dovevano essere docenti esemplari moralmente ed esperti nell’insegnamento) ed anche alla fornitura dei locali e delle attrezzature didattiche. I risultati della legge Casati furono alquanto deludenti: l’analfabetismo nel 1871 scese ad una media nazionale del 68% e nel Meridione all’80%; ciò soprattutto perché la legge non prevedeva l’obbligo della frequenza né l’obbligo di istituire scuole da parte dei Comuni in difficoltà finanziarie. Pertanto nel 1874 il De Sanctis pronunciò in Parlamento un famoso discorso nel quale si affermava con forza che l’istruzione era una questione di pubblico interesse, a cui doveva provvedere obbligatoriamente lo Stato, con l’azione congiunta dei Comuni Nel contesto della generale riorganizzazione della scuola, il De Sanctis dunque ebbe un ruolo importante: da Ministro dell’ Istruzione egli proponeva una revisione degli orientamenti pedagogici del pensiero risorgimentale, adeguandoli ai reali problemi dell’Italia unita. Ma l’obbligo scolastico restò una chimera, in quanto il tasso nazionale di scolarizzazione non si discostò dal 50%. Nella nostra provincia di Terra di Lavoro (tra le più estese province d’Italia, da Gaeta al Matese, dal Molise al Sannio, dall’Irpinia al Napoletano) l’economia era soprattutto agricola. Le industrie, che pur esistevano, non riuscivano a competere con quelle del nord. Di fronte al grave problema dell’analfabetismo diffuso le amministrazioni comunali si adoperarono per combatterlo. In particolare il Comune di Caserta, oltre alle scuole primarie, istituì il Giannone e la scuola tecnica; la Provincia l’Istituto Agrario, la Scuola normale maschile a Caserta e femminile a Capua (S.Pizzi), l’”Educatorio S.Agostino”, il Convitto “Amedeo” privato anche in Via Giannone ed altre scuole negli altri centri. La data ufficiale di nascita del Liceo Giannone di Caserta risale al 2 gennaio 1866, giorno dell’inaugurazione del Regio Ginnasio convitto; ma le origini dell’Istituto risalgono ad anni precedenti.


Risaliva alla legge Casati del 1859 il Decreto Luogotenenziale del 10/02/1861: Art.!3 “ Ogni Provincia sarà dotata di uno stabilimento d’istruzione tanto di primo quanto di secondo grado con convitto annesso. I capoluoghi di distretto potranno avere dei ginnasi e dei licei, purché possano dotarli dell’entrata necessaria a sostenere la spesa. Art.14: Ogni Municipio avrà facoltà di istituire scuole a sue spese in cui si dia in tutto o in parte l’insegnamento ginnasiale”. Si ispirò a questo articolo l’istituzione del Ginnasio in Caserta (proposta formulata per la prima volta il 7 settembre 1863 dal Consiglio Provinciale di Caserta, riunito nell’Aula Magna dell’ex-Convento dei Liguorini in Corso Giannone, nei locali  dell’attuale Scuola Media Giannone, dal Prefetto e Commissario Regio Carlo Mayr , Presidente anche del Consiglio scolastico provinciale. Una lapide collocata da qualche anno all’esterno dell’edificio, su Corso Giannone ricorda l’ubicazione del tempo del Consiglio Provinciale.

I tempi per la fondazione furono poi accelerati dalla Legge Natali del 1/9/1865, che consentì la riapertura dei Seminari, il Diocesano e l’Urbano, chiusi nel 1863, dando ai laici la possibilità della frequenza. Pertanto fu riaperto il Seminario diocesano, con esclusivo indirizzo dommatico-teologico ed il Seminario Urbano (l’attuale Seminario Vescovile). In quella sede, in piazza Vescovado, cominciò a funzionare il Ginnasio-Convitto a Caserta diretto dal Sacerdote Prof.Giulio Giani, laureato in filosofia e teologia nella Scuola Normale di Pisa, amico del Tommaseo e redattore del giornale quotidiano di Caserta “La Campania”, nominato dal Consiglio scolastico provinciale il 20/11/1865, il quale inaugurò ufficialmente, con solenne cerimonia, la Scuola, sempre nei locali del disciolto Seminario il 2 gennaio 1866 (con 70 iscritti). Dunque il Ginnasio-Convitto sorse come istituzione comunale reggendosi su parte delle rendite del soppresso Seminario e  sui contributi della Provincia, dei Comuni limitrofi e sulle rette dei convittori. Ma i finanziamenti più consistenti provenivano dal Comune (Sindaco del tempo l’Avv. Giuseppe De Falco e consigliere Costantino Parravano, generosi sostenitori del Ginnasio).
Costantino Parravano, illustre personaggio di Caserta e musicista di chiara fama, fu infatti uomo di grande cultura ed ebbe l’educazione come obiettivo primario della sua attività amministrativa, convinto del ruolo altissimo della scuola nella società. Egli dedicò tutta la sua vita al servizio della città di Caserta, sia come Consigliere comunale che come Presidente della Camera di Commercio di Terra di Lavoro, Benevento e Molise (dal 1879 al 1895). Il suo nome è scritto sulla lapide della sala delle conferenze della Camera di Commercio, tra quelli degli altri Presidenti. Fu proprio il “Maestro” Parravano, come veniva definito nelle cronache dei giornali del tempo che si occupavano della sua importante attività di musicista, che istituì il Liceo classico Giannone, a completamento del Ginnasio, come attestato nel “Resoconto morale” della Gestione del Municipio di Caserta del 1872: ”Ispirandoci alle più larghe idee di civiltà e di progresso pensammo a sviluppare sempre più il nostro Ginnasio-convitto, provvedendo non solo all’ampliamento del locale, quanto pure al compimento dell’educazione intellettuale della gioventù, vogliam dire all’impianto delle scuole liceali”.
L’istituzione del Liceo fu deliberata dal Comune il 30 ottobre 1871, con uno stanziamento di L.4000. ma l’attuazione avvenne due anni dopo, nel 1873, col funzionamento della prima classe liceale, e nei due anni successivi, delle altre due classi. A quasi un secolo dalla sua morte, avvenuta nel 1905, il Liceo Classico Giannone, il 30 aprile 2002, ha voluto intitolare la Sala dei professori al Suo{} fondatore, contribuendo così a tramandare alla memoria dei posteri l’Uomo, l’Educatore e il saggio ed onesto Amministratore, esempio di vita per noi e per le nuove generazioni, che ingiustamente è stato dimenticato nel tempo. Ci si chiede il perché.La risposta forse la si può trovare nella proverbiale modestia  di un Uomo che era solito rifiutare riconoscimenti ed onori, come testimonia anche il professore Gaetano Matarazzi, docente di scienze presso il Liceo Giannone dal 1887 al 1908 e che dopo ben trent’anni dalla morte del Parravano gli dedicò una sua opera su Federico Schiller aggiungendo: da vivo per la sua ben nota modestia non me l’avrebbe consentito. Ebbene il Matarazzi tra l’altro scrive del Parravano: “Chi scrive, unico rappresentante vivente di quel primitivo nucleo di professori che sull'’inizio chiamaste a Voi per la fondazione del Liceo, dopo mezzo secolo non Vi ha dimenticato e non vi dimenticherà giammai, sperando che la Vostra città non voglia ricoprir d’oblio il Vostro adorato nome: Voi appartenete alla categoria degli uomini che onorano il genere umano”. Non potevamo trovare una testimonianza di affetto e di stima più alta. Nel centenario della morte di Costantino Parravano, il 19 dicembre 2005, nel Teatro comunale di Caserta, che a buona ragione dovrebbe essere intitolato a Lui, si sono svolte le celebrazioni. Nel Consiglio di amministrazione del Ginnasio-convitto ci fu il canonico Teologo Alfonso Cutillo, liberale, di formazione giobertiana ed il canonico Pasquale Castaldi, maestro di Alfonso Ruggiero, poi Preside dell’Istituto. Fu proprio Alfonso Cutillo,su delibera del Comune di Caserta, a succedere nella direzione dell’Istituto al Giani  che lo aveva governato per soli due anni scolastici (1865/66 e 1866/67).


Il Cutillo, diresse l’Istituto per un decennio nei locali (espropriati dal Comune di Caserta nel 1861 ai Liguorini) del Convento di S.Antonio (16/10/1867), che ha subito nel tempo numerosi rifacimenti legati alla storia di Caserta.
Alla primitiva chiesetta, dedicata a santa Caterina d’Alessandria, fu annesso, nel 1575, per volontà dei benemeriti coniugi D.Giulio Antonio Acquaviva de Aragona, conte della città di Caserta e D.Vittoria della Noya , un convento di Frati Minori conventuali, ceduto in età borbonica (1783) ai Carmelitani. Soppresso nel periodo napoleonico (1806/1816), con la Restaurazione borbonica, in data 18 luglio 1823, alla presenza del Re Ferdinando I fu destinato ai Padri Liguorini o Redentoristi, che lo intitolarono al loro fondatore Sant’Alfonso Maria dei Liguori (l’evento è ricordato nella lapide che si può {}leggere salendo lo scalone del vecchio Giannone (ora Scuola Media Giannone). L’intitolazione a S.Antonio fu ripristinata dal Re Ferdinando I. Nel dopoguerra i locali, lasciati liberi, furono sede di un convitto per orfani di guerra e di un centro sociale molto attivo ed importante per la città di Caserta, diretto dall’indimenticabile Sacerdote Don Mario Vallarelli. Ancora incerta, dopo la scomparsa di Don Mario, la destinazione dei suddetti locali.
Con la direzione di Alfonso Cutillo, originario di Tuoro di Caserta (1823), teologo famoso, docente di filosofia ed illustre predicatore, l’Istituto cominciò ad affermarsi in tutta la Provincia, tanto che il Provveditore agli Studi del tempo, Federico Quercia, definì il Cutillo “uomo d’incorreggibile bontà”. Il Ginnasio, non molto tempo la morte del Cutillo (1878) ottenne il pareggiamento con R.D. 3/12/1881, anche per l’interessamento operoso del Consigliere comunale Nicola Parravano, essendo Sindaco Gaetano Silvestri,  ed assunse il nome di Pietro Giannone, preferito a quello di Bernardo Tanucci proposto dal Consiglio comunale per le benemerenze della sua attività politica verso la città di Caserta (interessamento affinché la Reggia fosse costruita a Caserta; destinazione ad opere pubbliche e alle scuole dei proventi dei disciolti enti ecclesiastici). La proposta non ottenne il consenso del Ministro della P.I., forse anche perché il Tanucci era stato al servizio dei Borboni.
Tre anni dopo, nel 1871, anche la strada, sede del Liceo, fu intitolata al filosofo meridionale Pietro Giannone, nato ad Ischitella (Fg) nel 1676 e morto in carcere a Torino (1748), che nella sua opera “La storia civile del Regno di Napoli” descrisse “gli abusi e le tante corruttele ed attentati“ fatti dalla Chiesa, affermando che soltanto lo Stato laico promuove la civiltà ed il progresso. L’illuminata opera del Cutillo come educatore ed i suoi indiscussi meriti furono celebrati nel discorso commemorativo che tre anni dopo la sua morte fu tenuto dal successore Sacerdote Raffaele Musone di Marcianise, forbito latinista, studioso del Manzoni sulle orme del De Sanctis, cui si deve anche il testo della lapide situata sulla parete di fondo dell’Aula Magna del vecchio Istituto. Docente di latino e greco, due anni dopo l’avvenuto pareggiamento, nel 1882, si dimise dall’incarico, forse per essere stato nominato rettore del Seminario di Capua. L’incarico della Presidenza fu affidato al prof. Filippo Barbato di Maddaloni (1884), profondo conoscitore delle lettere classiche, che nel 1888 pronunziò il discorso in occasione del pareggiamento del Liceo e che, tra l’altro, compose l’esametro latino inciso sul frontone del portico d’ingresso del Cimitero di Caserta: “Spes, curae, fulgor, species hic occidit omnis”.


Fu il Barbato il primo Preside del Liceo-ginnasio fino al 1906, a conclusione del primo quarantennio di vita dell’Istituto.
Al Barbato successe il 30 luglio 1906 il Preside Alfonso Ruggiero, seguace del De Sanctis ed acceso carducciano, già docente nel Liceo dal 1878, prima di lettere al ginnasio e successivamente di filosofia al Liceo, nato il 5 ottobre 1855 nella frazione di Aldifreda, antico casale fondato nel 1026, che trae la  denominazione dalla principessa longobarda Altifreda, all’estremità settentrionale di Corso Giannone, che comprendeva le poche abitazioni fra la cappellina di San Michele, i bivi per Sala di Caserta e la strada che attraverso il ponte del Parco Reale, porta ad Ercole. Una tradizione vuole che la famiglia del Ruggiero dimorasse in due vani terranei in Via San Pietro, di fronte alla Chiesa la cui fondazione risalirebbe al 1200, oggi amministrata dai Cappuccini, dedicata anch’essa all’Apostolo, con un richiamo alla più famosa ed antica di San Pietro ad Montes: eco ambedue del leggendario passaggio di San Pietro per la via Appia. Oggi la frazione di Aldifreda è amministrativamente scomparsa: si conserva il nome sulla facciata dell'ultimo palazzo di Corso Giannone, nel largo intitolato tra via Eleuterio Ruggiero, ufficiale borbonico, martire della Rivoluzione napoletana del 1799, e via Giulio Antonio Santorio. Egli dedicò alla  città natia tutte le sue energie anche come amministratore provinciale e come Presidente della deputazione provinciale di Terra di Lavoro al Parlamento. Durante la sua Presidenza, dopo circa cinquant’anni dalla fondazione, il 27 settembre 1914, il Giannone, fu dichiarato Regio. La città di Caserta, che già durante la difficile vita aveva aiutato con sovvenzioni negli studi il giovane, orfano di padre, privo di mezzi economici e laureatosi prima in lettere e poi in giurisprudenza, non ha dimenticato il Suo illustre figlio, che aveva sempre operato nella scuola e nella vita pubblica con tenace volontà e determinazione, intitolandogli la piazza nel centro storico di Caserta e la Scuola media in Via Acquaviva, oltre che la Biblioteca comunale. Ricordiamo ancora che fu il Ruggiero a volere nell’Aula Magna del Liceo un busto in bronzo di Francesco De Sanctis, Suo maestro, e  un grande ritratto di Giosuè Carducci (che ora si trova nella Presidenza  del Liceo) che egli ammirava grandemente per gli ideali che incarnava. Nell’attuale Presidenza si conserva anche un artistico e pregiato mobile del primo Novecento, sul cui legno è scolpito il volto di Dante Alighieri, ed inoltre nel Liceo è conservata un’antica libreria con l’iscrizione incisa “Società nazionale Dante Alighieri”,  a testimonianza che nel primo decennio del Novecento il Liceo fu sede del Comitato provinciale di Caserta della benemerita Società Dante Alighieri, che tutela e diffonde la lingua e la cultura italiana nel mondo, promovendo un’opera altamente ed essenzialmente civile e pacifica.



Memorabile per il Liceo Giannone e per la vita politica di Caserta l’importante discorso che il De Sanctis, Ministro della P.I., aveva tenuto nel 1880 nell’Aula Magna del nostro glorioso Liceo. Accanto a lui Alfonso Ruggiero, allora ancora giovane docente.. Tra l’altro disse: “Miei cari amici casertani, ho fatto un lungo viaggio, malgrado i miei capelli bianchi, i miei occhi ammalati e la gravezza degli affari. “A Chieti e a Foggia ha tenuto il linguaggio di un uomo di governo, sono stato il Ministro, qui sono il Professore“. “Voi sapete che il fasto, le pompe, gli onori, tutte quelle cose che possono tentare gli uomini volgari, sono a me indifferenti”. Ed inoltre ebbe ad esprimere il suo compiacimento per il “risveglio delle coscienze” in Terra di Lavoro. E ben a ragione, in quanto alla fine dell’800 la provincia di Caserta risultava la più scolarizzata di tutto il Meridione. Alfonso Ruggiero, che in una delle sue opere: “Tristi e dolci cose” aveva scritto: “Io penso che niente esiste di certo al mondo, tranne la nostra coscienza”, si spense nella sua casa di Vicolo Della Ratta il 14 marzo del 1917,dopo aver dedicato tutta la sua vita alla scuola fino agli ultimi momenti. Fu sepolto in una cappella gentilizia in Sparanise. In Suo onore, il 28/3/1920, terzo anniversario della morte, fu commemorata solennemente la sua figura dal Preside successore Gennaro Di Niscia, umanista e storico letterario, e fu scoperta una lapide sulla parete sinistra dell’Aula Magna, con ritratto di bronzo a bassorilievo, il cui testo fu composto dal prof. Antonio Sogliano dell’Università di Napoli.
Nel 1917 diressero l’Istituto prima Lacquaniti Camillo, per breve tempo, e poi Francesco Pignatari, dal 1917 al 1919. Seguirono al Di Niscia, Preside dal 1919 al 1925, Luigi Ginetti fino al 1929 e Francesco Fava, dal 1929 al 1938, il quale diede impulso allo sviluppo del Liceo ottenendo l’istituzione del corso C, salvaguardando con la sua attenta opera e con l’esempio la dignità della scuola. Nel 1938, dopo undici anni, gli successe un nostro conterraneo, il Preside Giuseppe D’Anna, dal 1938 al 1943, durante i tristi anni della seconda guerra mondiale. già alunno e poi docente di materie letterarie e fondatore del Liceo classico “Vitruvio Pollione” di Formia, che aveva diretto dal 1927 al 1932. Importante resta la sua opera “Caserta e il suo Borgo Medioevale”.. Fu insignito nel 1958 di medaglia d’oro ai meriti della cultura e della scuola per essersi distinto come educatore, preside, studioso e giornalista.
Il 1943 fu un anno molto triste per la città di Caserta ed in particolare per il Giannone. La città  il 27 agosto 1943 , dopo un’ora e mezzo di allarme, alle ore 12,45,fu violentemente colpita dai bombardamenti anglo-americani e non solo negli obiettivi militari.La città di Caserta, i suoi abitanti, il Liceo Giannone ed i suoi alunni pagarono il loro triste tributo. La  grande e bella palestra coperta del Liceo Giannone fu colpita in pieno. Le aule del Liceo furono invase  dalle persone sfollate dagli edifici distrutti, per cui andarono perdute le suppellettili ,le attrezzature scientifiche dei laboratori e la biblioteca dei professori contenente rari libri. In seguito l’edificio divenne sede di un corpo d’armata dei soldati alleati.
Il contributo che offrirono gli ex allievi del  Liceo Giannone nell’ultima guerra fu davvero eccezionale: ben sei medaglie d’oro al valor militare: Giuseppe Amico, Elio Andolfato, Michele Ferrara, Luigi Fuccia, Fulvio Renella, Gennaro Tescione, eroi ai quali Caserta ha intitolato le strade principali della città. Non ultimo bisogna ricordare un giovanissimo quattordicenne frequentante la classe quarta ginnasiale, morto nel bombardamento del 1943, Aldo Taglianetti.
In queste disastrose condizioni il Liceo-ginnasio fu diretto temporaneamente dal prof.Amedeo Boscaino, cui subentrò l’1/6/1944 il Preside della ricostruzione, il prof.Mariano Venditto, anch’egli figlio della nostra terra (era nato a Mezzano di Casolla nel 1879, anch’egli, come il Ruggiero, da famiglia di modeste condizioni economiche) il quale seppe riportare la serenità nella scuola in un momento difficile. Vennero riordinati la biblioteca e gli archivi; si dovette far fronte alle carenze di aule,in parte pericolanti con turni di lezioni anche per altri Istituti ospitati: il ,Liceo scientifico e la Scuola di Avviamento Professionale con annessa Scuola tecnica.
Venditto, grande Maestro ed educatore, Consigliere comunale di Caserta, latinista e profondo conoscitore del mondo classico, meritò la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica dei benemeriti della scuola e della cultura. Nel 1945 una parte dell’ex convento dei Liguorini fu adibita ad orfanotrofio, mentre l’altra continuò ad ospitare il Liceo-ginnasio e dal 1949-50 anche la Scuola Media Giannone. I lavori di ampliamento nel dopoguerra consistettero nella sopraelevazione di un piano. Lasciando la Presidenza il 1° ottobre 1949 il Preside Mariano Venditto consegnò al successore Preside Vincenzo Fava un Istituto riordinato, ma insufficiente per la crescente popolazione scolastica. Il Preside Fava, tra gli altri grandi meriti, volle con forte tenacia un nuovo edificio : nel giardino del vecchio convento, nell’arco di due anni fu costruita l’attuale sede del Liceo Giannone, inaugurata nel 1962.Il 15 dicembre 1966, in occasione delle solenni celebrazioni del centenario del Liceo, fu scoperta dal Prefetto Francesco Lattari, nell’atrio del nuovo edificio, una lapide commemorativa donata dal Comitato degli ex alunni, con un vibrante e caloroso discorso tenuto dall’Avv.Renato Iaselli. I vecchi ed insufficienti locali dell’edificio storico e l’antigienicità di alcuni di essi furono sostituiti dal primo lotto del nuovo edificio (l’attuale) composto da trenta aule ampie, luminose ed accoglienti. Il secondo lotto non fu più realizzato e sarebbe stato quello nel quale avrebbero dovuto collocarsi la Presidenza, la Sala dei professori, l’Aula Magna e gli uffici di Segreteria.( Attualmente l’Aula Magna, il modernissimo Laboratorio d’Informatica ed il Laboratorio Chimico-Fisico sono stati realizzati nel piano seminterrato dell’edificio, precedentemente inutilizzato, grazie al forte interessamento del sottoscritto ed all’impegno finanziario dell’Amministrazione Provinciale di Caserta.). La costruzione della palestra coperta, sorta sempre nel giardino dell’ex convento, fu successivamente completata nel 1968.



Per la continua crescita della popolazione scolastica (dal 1960 ,con 721 alunni al 1969,con oltre mille alunni e con una popolazione scolastica femminile che superò quella maschile, anche i nuovi locali cominciarono a risultare insufficienti. Nel 1968/69 avvenne la contestazione studentesca a livello nazionale, con manifestazioni anche violente contro la società del tempo, in un periodo di grave crisi politica e morale dell’Italia e del mondo e nel sovvertimento di tutti i valori spirituali ed ideali. Ma come si può sconfessare tutta l’eredità del passato, senza fare distinzione tra ciò che è da salvare e ciò che giustamente da rinnovare? Anche il Liceo Giannone in quegli anni subì la contestazione giovanile, che raggiunse in alcuni momenti toni forti (ed io stesso ne fui testimone).
Al Preside Vincenzo Fava subentrò nel 1969 il Preside Antonio Farina, profondo cultore delle lettere classiche, che ha diretto con grande saggezza ed esperienza il Liceo per ben venticinque anni fino al 1994.(la presidenza più lunga nella storia dell’Istituto). A lui si devono la riorganizzazione dei laboratori scientifici, il Corso sperimentale di Storia dell’Arte ed il riordino della ricca biblioteca d’Istituto.
Successivamente, ed è storia dei nostri giorni, in un periodo di importanti trasformazioni della scuola italiana anche per quanto riguarda il ruolo del Capo d’Istituto da Preside a Dirigente, il Liceo Giannone è diretto dal sottoscritto. La direzione di valenti ed impegnati Capi d’Istituto e il lavoro di numerosissimi eccellenti docenti, che nel tempo hanno profuso con grande passione tutto il loro impegno umano e didattico, hanno fatto acquistare da sempre al Liceo classico Giannone un ruolo di grande rilievo nel panorama scolastico di Terra di Lavoro. Ne ricorderò solo alcuni tra i tanti: Boscaino Amedeo, Caiati Giuseppe, Cicatelli Fava Francesca, Colla Vittorio, Della Selva Cosimo,De Vingolis Aldo, Di Patria Giuseppe, Farina Vincenzo, Fusco Gabriele, Giordano Giulio, Natale Domenico, Pisanti Tommaso, Quarantotto Flavio, Salvatore Antonio, Salvatore Armando, Schiavo Giordano Anna, Spaziante Francesco, Tosoni Luigi,Vairo Pasquale, Valentino Francesco, Vanella Giovanni, Zimbardi Nicola. Grazie alla loro infaticabile opera, intere generazioni di giovani sono stati educati ed istruiti , occupando poi posti di grande rilievo ed importanza nella società. La fama del Giannone si diffuse anche oltre la provincia di Caserta, tanto che un deputato al Parlamento, benestante, Francesco De Dominicis, donò la sua famosa biblioteca al Liceo, arricchendola ancora, considerato che il patrimonio librario custodito comprendeva cinquecentine e seicentine appartenute ai soppressi Conventi casertani. Purtroppo questi preziosi testi andarono perduti dopo il bombardamento del 1943. Mi piace qui ricordare i nomi di ex allievi ragguardevoli, alcuni dei quali scomparsi :Giuseppe Buonocore (docente universitario, deputato al Parlamento, ex sindaco di Napoli), Vincenzo Cappiello (ex sindaco di Caserta); Franco Cornacchia (ex sindaco di Caserta); Domenico Falcone (ex Presidente del Tribunale di Napoli); Vittorio Iannelli (Prefetto, ex Consigliere del Presidente della Repubblica); Elpidio Ienco (letterato e poeta); Vittorio Pellegrino (docente universitario di psichiatria), Alberto Pollio (senatore, generale); Giuseppe Santonastaso (senatore, sottosegretario di Stato); Armando Salvatore (docente universitario di letteratura latina a Napoli, già docente di lettere classiche al Giannone); Giovanni Tescione (Avvocato, deputato al Parlamento, Podestà di Caserta, storico e scrittore); Francesco Vito (ex Rettore dell’Università Cattolica di Milano). E giungendo ai giorni nostri: Felicio Corvese (Docente e Storico); Giuseppe de Nitto (Docente universitario, già Direttore della Biblioteca Palatina e delle Biblioteche universitarie di Napoli); Michele De Simone (Giornalista, Presidente dell’ Associazione Stampa della provincia di Caserta); Giacomo Gaglione (Servo di Dio); Pasquale Gaglione (Dirigente Ufficio Scolastico Regionale della Campania); Anna Giordano (ex docente del Liceo, saggista e giornalista); Gianpaolo Iaselli (Avvocato, già Sindaco di Caserta e Presidente della Provincia); Olindo Isernia (Docente, storico e saggista); Lello Menditto (Funzionario INPS); Maria Rosaria Michitto (Ex alunna del Giannone); Franco Tontoli (Giornalista); Pasquale Troianiello (Dirigente scolastico dell’ITC “Terra di lavoro”); Riccardo Ventre (Già Presidente della Provincia, Eurodeputato, Vice Presidente della Commissione Affari costituzionali del Parlamento Europeo).Il legame affettivo e spirituale al Liceo Giannone da parte di tutti i suoi ex allievi è stato ed è sempre vivo ed intenso: basti ricordare tra i tanti incontri organizzati tra ex alunni ormai avanti negli anni, quello del 1997, a cui ho partecipato da Preside, in occasione dei cinquant’anni dal conseguimento della Maturità classica. Fu un incontro in cui i convenuti da ogni regione d’Italia, malgrado gli anni trascorsi, si riconobbero, si abbracciarono commossi e ciascuno raccontò all’altro della sua vita. Apparve allora come il ricordo del loro essere casertani fosse legato al liceo classico Giannone, sicuro punto di riferimento per tutti.
Il Liceo classico Giannone oggi, propone attraverso la sua ricca offerta formativa un modello culturale di insegnamento-apprendimento, che pur confermando il messaggio perenne e sempre attuale della cultura classica, consapevole delle necessità del rinnovato mondo del lavoro in tutti i campi, amplia i suoi orizzonti attraverso il potenziamento dell’insegnamento della lingua inglese e dell’informatica per tutto il corso quinquennale non solo nelle attività didattiche ordinarie, ma anche in quelle extracurricolari. La forte domanda, da parte delle famiglie e degli alunni, di conoscenze e di competenze nelle lingue straniere e nelle scienze tecnologiche trova piena corrispondenza nella richiesta del mondo della produzione ed universitario, considerato che quasi tutti gli alunni del liceo classico intraprendono gli studi universitari. Del resto la conoscenza delle lettere classiche e del latino in particolare rende trasparente e motivato il linguaggio di molte scienze tecniche, in quanto il lessico è fondamentalmente di tradizione latina. La cultura del mondo latino è un patrimonio prezioso che non può essere negato agli alunni della scuola del terzo millennio. Nel nostro tempo, caratterizzato da riforme scolastiche contrastate o annullate e di fronte alla grande flessibilità del mondo del lavoro, la cultura umanistica rappresenta un valore inestimabile per le nuove generazioni. Il  liceo classico Pietro Giannone, interprete di questa esigenza attuale, continua, nel segno di una consolidata e gloriosa tradizione, la sua opera formatrice di cittadini responsabili e preparati, facendo proprio il monito di Burke: “La gente che non ripensa mai ai propri antenati, non penserà nemmeno ai propri discendenti”.
Possa dunque il Liceo Giannone continuare ad essere in Caserta fucina di giovani educati ai valori fondamentali ed universali, allontanandosi dal rischio dell’“apostasia”, come recentemente Papa Benedetto XVI ha definito la rinuncia ai valori fondanti della tradizione cristiana.
Alla fine di questa breve storia, spero di non avervi annoiato; ma se l’avessi fatto, per dirla con il Manzoni: “Credete che non s’è fatto apposta”.

Giorgio Iazeolla

Testo della relazione tenuta dal Dirigente scolastico prof.Giorgio Iazeolla presso l’Università della terza età di Caserta (marzo 2007).