La storia del Giannone


Memorabile per il Liceo Giannone e per la vita politica di Caserta l’importante discorso che il De Sanctis, Ministro della P.I., aveva tenuto nel 1880 nell’Aula Magna del nostro glorioso Liceo. Accanto a lui Alfonso Ruggiero, allora ancora giovane docente.. Tra l’altro disse: “Miei cari amici casertani, ho fatto un lungo viaggio, malgrado i miei capelli bianchi, i miei occhi ammalati e la gravezza degli affari. “A Chieti e a Foggia ha tenuto il linguaggio di un uomo di governo, sono stato il Ministro, qui sono il Professore“. “Voi sapete che il fasto, le pompe, gli onori, tutte quelle cose che possono tentare gli uomini volgari, sono a me indifferenti”. Ed inoltre ebbe ad esprimere il suo compiacimento per il “risveglio delle coscienze” in Terra di Lavoro. E ben a ragione, in quanto alla fine dell’800 la provincia di Caserta risultava la più scolarizzata di tutto il Meridione. Alfonso Ruggiero, che in una delle sue opere: “Tristi e dolci cose” aveva scritto: “Io penso che niente esiste di certo al mondo, tranne la nostra coscienza”, si spense nella sua casa di Vicolo Della Ratta il 14 marzo del 1917,dopo aver dedicato tutta la sua vita alla scuola fino agli ultimi momenti. Fu sepolto in una cappella gentilizia in Sparanise. In Suo onore, il 28/3/1920, terzo anniversario della morte, fu commemorata solennemente la sua figura dal Preside successore Gennaro Di Niscia, umanista e storico letterario, e fu scoperta una lapide sulla parete sinistra dell’Aula Magna, con ritratto di bronzo a bassorilievo, il cui testo fu composto dal prof. Antonio Sogliano dell’Università di Napoli.
Nel 1917 diressero l’Istituto prima Lacquaniti Camillo, per breve tempo, e poi Francesco Pignatari, dal 1917 al 1919. Seguirono al Di Niscia, Preside dal 1919 al 1925, Luigi Ginetti fino al 1929 e Francesco Fava, dal 1929 al 1938, il quale diede impulso allo sviluppo del Liceo ottenendo l’istituzione del corso C, salvaguardando con la sua attenta opera e con l’esempio la dignità della scuola. Nel 1938, dopo undici anni, gli successe un nostro conterraneo, il Preside Giuseppe D’Anna, dal 1938 al 1943, durante i tristi anni della seconda guerra mondiale. già alunno e poi docente di materie letterarie e fondatore del Liceo classico “Vitruvio Pollione” di Formia, che aveva diretto dal 1927 al 1932. Importante resta la sua opera “Caserta e il suo Borgo Medioevale”.. Fu insignito nel 1958 di medaglia d’oro ai meriti della cultura e della scuola per essersi distinto come educatore, preside, studioso e giornalista.
Il 1943 fu un anno molto triste per la città di Caserta ed in particolare per il Giannone. La città  il 27 agosto 1943 , dopo un’ora e mezzo di allarme, alle ore 12,45,fu violentemente colpita dai bombardamenti anglo-americani e non solo negli obiettivi militari.La città di Caserta, i suoi abitanti, il Liceo Giannone ed i suoi alunni pagarono il loro triste tributo. La  grande e bella palestra coperta del Liceo Giannone fu colpita in pieno. Le aule del Liceo furono invase  dalle persone sfollate dagli edifici distrutti, per cui andarono perdute le suppellettili ,le attrezzature scientifiche dei laboratori e la biblioteca dei professori contenente rari libri. In seguito l’edificio divenne sede di un corpo d’armata dei soldati alleati.
Il contributo che offrirono gli ex allievi del  Liceo Giannone nell’ultima guerra fu davvero eccezionale: ben sei medaglie d’oro al valor militare: Giuseppe Amico, Elio Andolfato, Michele Ferrara, Luigi Fuccia, Fulvio Renella, Gennaro Tescione, eroi ai quali Caserta ha intitolato le strade principali della città. Non ultimo bisogna ricordare un giovanissimo quattordicenne frequentante la classe quarta ginnasiale, morto nel bombardamento del 1943, Aldo Taglianetti.
In queste disastrose condizioni il Liceo-ginnasio fu diretto temporaneamente dal prof.Amedeo Boscaino, cui subentrò l’1/6/1944 il Preside della ricostruzione, il prof.Mariano Venditto, anch’egli figlio della nostra terra (era nato a Mezzano di Casolla nel 1879, anch’egli, come il Ruggiero, da famiglia di modeste condizioni economiche) il quale seppe riportare la serenità nella scuola in un momento difficile. Vennero riordinati la biblioteca e gli archivi; si dovette far fronte alle carenze di aule,in parte pericolanti con turni di lezioni anche per altri Istituti ospitati: il ,Liceo scientifico e la Scuola di Avviamento Professionale con annessa Scuola tecnica.
Venditto, grande Maestro ed educatore, Consigliere comunale di Caserta, latinista e profondo conoscitore del mondo classico, meritò la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica dei benemeriti della scuola e della cultura. Nel 1945 una parte dell’ex convento dei Liguorini fu adibita ad orfanotrofio, mentre l’altra continuò ad ospitare il Liceo-ginnasio e dal 1949-50 anche la Scuola Media Giannone. I lavori di ampliamento nel dopoguerra consistettero nella sopraelevazione di un piano. Lasciando la Presidenza il 1° ottobre 1949 il Preside Mariano Venditto consegnò al successore Preside Vincenzo Fava un Istituto riordinato, ma insufficiente per la crescente popolazione scolastica. Il Preside Fava, tra gli altri grandi meriti, volle con forte tenacia un nuovo edificio : nel giardino del vecchio convento, nell’arco di due anni fu costruita l’attuale sede del Liceo Giannone, inaugurata nel 1962.Il 15 dicembre 1966, in occasione delle solenni celebrazioni del centenario del Liceo, fu scoperta dal Prefetto Francesco Lattari, nell’atrio del nuovo edificio, una lapide commemorativa donata dal Comitato degli ex alunni, con un vibrante e caloroso discorso tenuto dall’Avv.Renato Iaselli. I vecchi ed insufficienti locali dell’edificio storico e l’antigienicità di alcuni di essi furono sostituiti dal primo lotto del nuovo edificio (l’attuale) composto da trenta aule ampie, luminose ed accoglienti. Il secondo lotto non fu più realizzato e sarebbe stato quello nel quale avrebbero dovuto collocarsi la Presidenza, la Sala dei professori, l’Aula Magna e gli uffici di Segreteria.( Attualmente l’Aula Magna, il modernissimo Laboratorio d’Informatica ed il Laboratorio Chimico-Fisico sono stati realizzati nel piano seminterrato dell’edificio, precedentemente inutilizzato, grazie al forte interessamento del sottoscritto ed all’impegno finanziario dell’Amministrazione Provinciale di Caserta.). La costruzione della palestra coperta, sorta sempre nel giardino dell’ex convento, fu successivamente completata nel 1968.