La storia del Giannone

Il Cutillo, diresse l’Istituto per un decennio nei locali (espropriati dal Comune di Caserta nel 1861 ai Liguorini) del Convento di S.Antonio (16/10/1867), che ha subito nel tempo numerosi rifacimenti legati alla storia di Caserta.
Alla primitiva chiesetta, dedicata a santa Caterina d’Alessandria, fu annesso, nel 1575, per volontà dei benemeriti coniugi D.Giulio Antonio Acquaviva de Aragona, conte della città di Caserta e D.Vittoria della Noya , un convento di Frati Minori conventuali, ceduto in età borbonica (1783) ai Carmelitani. Soppresso nel periodo napoleonico (1806/1816), con la Restaurazione borbonica, in data 18 luglio 1823, alla presenza del Re Ferdinando I fu destinato ai Padri Liguorini o Redentoristi, che lo intitolarono al loro fondatore Sant’Alfonso Maria dei Liguori (l’evento è ricordato nella lapide che si può {}leggere salendo lo scalone del vecchio Giannone (ora Scuola Media Giannone). L’intitolazione a S.Antonio fu ripristinata dal Re Ferdinando I. Nel dopoguerra i locali, lasciati liberi, furono sede di un convitto per orfani di guerra e di un centro sociale molto attivo ed importante per la città di Caserta, diretto dall’indimenticabile Sacerdote Don Mario Vallarelli. Ancora incerta, dopo la scomparsa di Don Mario, la destinazione dei suddetti locali.
Con la direzione di Alfonso Cutillo, originario di Tuoro di Caserta (1823), teologo famoso, docente di filosofia ed illustre predicatore, l’Istituto cominciò ad affermarsi in tutta la Provincia, tanto che il Provveditore agli Studi del tempo, Federico Quercia, definì il Cutillo “uomo d’incorreggibile bontà”. Il Ginnasio, non molto tempo la morte del Cutillo (1878) ottenne il pareggiamento con R.D. 3/12/1881, anche per l’interessamento operoso del Consigliere comunale Nicola Parravano, essendo Sindaco Gaetano Silvestri,  ed assunse il nome di Pietro Giannone, preferito a quello di Bernardo Tanucci proposto dal Consiglio comunale per le benemerenze della sua attività politica verso la città di Caserta (interessamento affinché la Reggia fosse costruita a Caserta; destinazione ad opere pubbliche e alle scuole dei proventi dei disciolti enti ecclesiastici). La proposta non ottenne il consenso del Ministro della P.I., forse anche perché il Tanucci era stato al servizio dei Borboni.
Tre anni dopo, nel 1871, anche la strada, sede del Liceo, fu intitolata al filosofo meridionale Pietro Giannone, nato ad Ischitella (Fg) nel 1676 e morto in carcere a Torino (1748), che nella sua opera “La storia civile del Regno di Napoli” descrisse “gli abusi e le tante corruttele ed attentati“ fatti dalla Chiesa, affermando che soltanto lo Stato laico promuove la civiltà ed il progresso. L’illuminata opera del Cutillo come educatore ed i suoi indiscussi meriti furono celebrati nel discorso commemorativo che tre anni dopo la sua morte fu tenuto dal successore Sacerdote Raffaele Musone di Marcianise, forbito latinista, studioso del Manzoni sulle orme del De Sanctis, cui si deve anche il testo della lapide situata sulla parete di fondo dell’Aula Magna del vecchio Istituto. Docente di latino e greco, due anni dopo l’avvenuto pareggiamento, nel 1882, si dimise dall’incarico, forse per essere stato nominato rettore del Seminario di Capua. L’incarico della Presidenza fu affidato al prof. Filippo Barbato di Maddaloni (1884), profondo conoscitore delle lettere classiche, che nel 1888 pronunziò il discorso in occasione del pareggiamento del Liceo e che, tra l’altro, compose l’esametro latino inciso sul frontone del portico d’ingresso del Cimitero di Caserta: “Spes, curae, fulgor, species hic occidit omnis”.