La storia del Giannone

La fondazione dell’Istituto risale al periodo post-unitario, allorquando la legge del patriota milanese conte Gabrio Casati (R.D.13/11/1859) fu estesa dal Piemonte a tutto il nuovo Regno. Questa legge rappresenta l’atto di nascita della scuola nazionale (unità politica ed unità scolastica) e anche sovranità dello Stato nell’istruzione con l’abolizione della tutela esercitata dalla Chiesa sulle istituzioni scolastiche. Dunque soppressione degli istituti scolastici gestiti dai vari ordini religiosi e la istituzione di Istituti laici denominati Licei, Ginnasi, Convitti. La riforma Casati aveva l’obiettivo di sconfiggere l’analfabetismo dilagante (si calcolava una media nazionale del 78%, con punte dell’87% nel Meridione e addirittura del 90% nelle isole). A quei tempi  l’istruzione secondaria era divisa in due settori: classica e tecnica. La classica si articolava in due parti ed era impartita in due ordini d’Istituti: il ginnasio di cinque anni, a carico  dei Comuni ed il Liceo di tre a carico dello Stato. Le scuole erano rette dai rispettivi Municipi che provvedevano alla nomina ed al compenso dei docenti e dei Capi d’Istituto (che dovevano essere docenti esemplari moralmente ed esperti nell’insegnamento) ed anche alla fornitura dei locali e delle attrezzature didattiche. I risultati della legge Casati furono alquanto deludenti: l’analfabetismo nel 1871 scese ad una media nazionale del 68% e nel Meridione all’80%; ciò soprattutto perché la legge non prevedeva l’obbligo della frequenza né l’obbligo di istituire scuole da parte dei Comuni in difficoltà finanziarie. Pertanto nel 1874 il De Sanctis pronunciò in Parlamento un famoso discorso nel quale si affermava con forza che l’istruzione era una questione di pubblico interesse, a cui doveva provvedere obbligatoriamente lo Stato, con l’azione congiunta dei Comuni Nel contesto della generale riorganizzazione della scuola, il De Sanctis dunque ebbe un ruolo importante: da Ministro dell’ Istruzione egli proponeva una revisione degli orientamenti pedagogici del pensiero risorgimentale, adeguandoli ai reali problemi dell’Italia unita. Ma l’obbligo scolastico restò una chimera, in quanto il tasso nazionale di scolarizzazione non si discostò dal 50%. Nella nostra provincia di Terra di Lavoro (tra le più estese province d’Italia, da Gaeta al Matese, dal Molise al Sannio, dall’Irpinia al Napoletano) l’economia era soprattutto agricola. Le industrie, che pur esistevano, non riuscivano a competere con quelle del nord. Di fronte al grave problema dell’analfabetismo diffuso le amministrazioni comunali si adoperarono per combatterlo. In particolare il Comune di Caserta, oltre alle scuole primarie, istituì il Giannone e la scuola tecnica; la Provincia l’Istituto Agrario, la Scuola normale maschile a Caserta e femminile a Capua (S.Pizzi), l’”Educatorio S.Agostino”, il Convitto “Amedeo” privato anche in Via Giannone ed altre scuole negli altri centri. La data ufficiale di nascita del Liceo Giannone di Caserta risale al 2 gennaio 1866, giorno dell’inaugurazione del Regio Ginnasio convitto; ma le origini dell’Istituto risalgono ad anni precedenti.